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La libertà digitale non può essere esercitata a discapito della verità e della dignità umana.

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Procedimento
deindicizzazione
 

Processo corretto di deindicizzazione

La procedura richiesta dalla class action deve essere:

 

✔ aperta al caricamento di allegati

 

✔ gestita da persone reali

 

✔ trasparente e motivata

 

✔ completa nella rimozione dei contenuti

 

In una parola: effettiva.

 

La class action dimostra che, senza questi requisiti, il diritto all’oblio rischia di essere svuotato e privo di qualsiasi efficacia.

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L’attuale Class Action inibitoria mira velocizzare i tempi di deindicizzazione chiedendo al Tribunale di Milano d’imporre  a Google di modificare la procedura di deindicizzazione che dovrebbe essere completamente diversa dall’attuale modello automatizzato e opaco. 

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Non si chiede un indennizzo, ma un principio: che un algoritmo non possa continuare a violare i diritti delle persone.

La procedura Google oggi funziona così:

    •    Form rigido e senza possibilità di allegare prove.

    •    Nessun interlocutore umano.

    •    Nessun contraddittorio.

    •    Risposte automatiche e impersonali.

    •    Assenza totale di valutazione concreta.

    •    Deindicizzazione incompleta, quando avviene.

Come funziona oggi la procedura di deindicizzazione di Google

 

1.⁠ ⁠Compilazione di un modulo online precompilato e rigido

L’utente deve usare un form standard sul sito Google dove può:

    •    inserire i dati personali,

    •    indicare gli URL da rimuovere,

    •    scrivere una breve motivazione,

    •    allegare solo un documento d’identità.

Non è possibile caricare documenti di prova, articoli, sentenze, provvedimenti, certificazioni o qualunque supporto utile alla valutazione della richiesta.

 

2.⁠ ⁠Nessuna interazione, nessun contraddittorio, nessun contatto umano

Il modulo non offre alcuna possibilità di interlocuzione:

    •    non esiste un referente umano,

    •    non è indicato un tempo di risposta,

    •    non è consentito inviare ulteriori chiarimenti o integrazioni,

    •    l’utente non può replicare o motivare meglio la sua posizione.

È una procedura totalmente unilaterale e chiusa.

 

3.⁠ ⁠Risposte automatiche, standardizzate e identiche per tutti

Google risponde sempre con e-mail:

    •    automatizzate,

    •    identiche nel testo (stessa formulazione per diversi casi),

    •    prive del nome del richiedente,

    •    firmate genericamente dal “Team Google”.

Non c’è alcun riferimento al caso concreto né ai contenuti citati dall’utente.

La risposta è un copia-incolla sempre uguale, anche quando cambiano fatti, contenuti, URL o motivazioni .

 

4.⁠ ⁠Nessuna valutazione individualizzata

Le risposte mostrano che Google non valuta nel merito le richieste:

    •    non verifica la veridicità del contenuto contestato;

    •    non bilancia diritto all’oblio e libertà di informazione;

    •    non esamina l’inattualità delle notizie;

    •    non considera provvedimenti giudiziari o del Garante.

I rigetti non indicano nessuna ragione specifica, ma solo frasi generiche senza alcun contenuto reale.

 

5.⁠ ⁠Nessuna rimozione completa degli URL

Anche quando Google rimuove un URL, non rimuove:

    •    le copie dell’articolo;

    •    le versioni in inglese;

    •    le pagine mirror;

    •    i link interni;

    •    le immagini;

    •    i suggerimenti di ricerca (“autocomplete”).

 

L’efficacia della deindicizzazione è quindi parziale o nulla

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